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Per l'incontro del CIR all'Acquacheta del 29 - 31 Maggio trovate le info e la mappa qui:
http://selvatici.wordpress.com/2009/03/20/calendimaggio/
mentre per scaricare il CIR n° 20 andate qui:
http://selvatici.wordpress.com/2009/03/27/cir-n%C2%B0-20/
Buon cammino

Le associazioni contitolari della Campagna si sono riunite a Torriglia (GE) in occasione dell'incontro del "Mandillo dei Semi" per dare inizio ufficiale alla raccolta di firme della petizione per una legge che istituisca la figura del contadino. Un nuovo contadino, o una nuova contadina. Liberi dalla burocrazia, dediti alla vendita diretta, orientati all'autosufficienza, soldali fra di loro, rispettosi della fertilità della loro terra e della biodiversità rurale, non sono imprenditori agricoli, non chiedono finanziamenti pubblici, non ambiscono a possedere grandi appezzamenti di terreno. Ma chiedono di poter esistere e di esseere lasciati in pace, soprattutto dalla burocrazia e dai regolamenti di mercato.
In “Lettere a una professoressa” (1967) don Lorenzo Milani ricordava che “nulla è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali”. Così, anche trattare allo stesso modo, con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscali
· chi, da una parte, pratica un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna; e
· chi, invece, pratica un’agricoltura orientata al profitto e all’ottenimento di premi e contributi; spesso fondata su monocolture monovarietali; erosiva della biodiversità, dell’acqua e della fertilità del suolo; disattenta per la salute di chi lavora la terra e i suoi prodotti e di chi li consuma; indifferente allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali;
è prontamente ingiusto e – se la legalità si fonda sulla giustizia – illegale.
Scopo della Campagna è raccogliere, nel corso del 2009, il più alto numero di adesioni (di organizzazioni) e di firme (di persone) per arrivare a chiedere al Ministro delle Politiche Agricole e ai Presidenti delle Regioni l’apertura di tavoli di confronto e dialogo sui 5 punti proposti, come primo passo per iniziare a distinguere la figura e il ruolo dei contadini e liberarli per quanto sia possibile dalla burocrazia che ne appesantisce e ne ostacola (per non dire “ne impedisce”) il lavoro.
Altro scopo della Campagna è riunire sotto un primo cartello di richieste semplici (anche se non ottenibili in modo semplice) e concrete alcune tra le necessità e soluzioni comunemente denunciate da chi lavora dentro e intorno al mondo rurale.
Le organizzazioni (formali o non formali, nazionali o locali) sono invitate ad aderire alla Campagna come promotori e contitolari o a dare comunque un sostegno attivo per la sua buona riuscita.
Finora sono promotori e contitolari della Campagna cinque organizzazioni: di queste due fanno parte della Rete Semi Rurali:
il Consorzio della Quarantina e Civiltà Contadina. Le altre organizzazioni sono: Rete Bioregionale Italiana, associazione Antica Terra Gentile, rete Corrispondenze e Informazioni Rurali. Oltre ai promotori, sostengono
Alla proposta di adesione inviata alle altre organizzazioni della Rete Semi Rurali nel settembre scorso non è finora seguita alcuna adesione, né sono state finora fatte azioni di sostegno da parte del coordinamento della stessa Rete.
Pur non essendo
Si comincia dalla firma, un segnale importante e personale di partecipazione. Si continua con la discussione per aggiungere altre proposte che si formalizzeranno al di la della petizione. Iscriviti al sito e partecipa alla community: questo è un luogo per incontrarsi e confrontarsi per la rinascita della figura del contadino e della contadina.
Ho ricevuto oggi la lettera di Selina da Gran Burrone con le indicazioni e la mappa per il prossimo incontro del C.I.R. Questo post non può, purtroppo rendere la bellezza della lettera, scritta a mano e adornata con svariati disegni. Gli improbabili lettori non me ne vogliano, anche perché sarà possibile conoscere il luogo fonte di tanta bellezza partecipando all’incontro del Piccolo Popolo..
Quest’anno dal 12 al 15 Settembre sarà Gran Burrone ad ospitare l’incontro del C.I.R. vi aspettiamo numerosi.
Le informazioni le traovate QUI
L’incontro del C.I.R a Borgo Cerri si è da poco concluso, ma al posto di tirare conclusioni e fare un resoconto preferiamo proporre 3 lettere ricevute nei giorni seguenti, dicono quanto speravamo di ascoltare.
ciao Renato sono Selina, degli Elfi di Gran Burrone spero state tutti bene, noi si e io con un pancione di 8 mesi eh si..! Fra un poco ci siamo ...... prodigi di madre natura .Ti scrivo perchè nessuno di noi riuscirà a venire all'incontro, lo dico con molto dispiacere perchè abbiamo molte varietà, anche antiche di semi da scambiare o dare in custodia e parecchie informazioni sull'agricoltura sinergica, indirizzi di maestri di permacoltura che si sono messi a disposizione per consulti e mi sarebbe piaciuto discutere finalmente dell'incontro di agricoltura naturale avvenuto lo scorso settembre in Grecia nella fattoria di Panos....purtroppo questa pesante sfera magica e tutto il lavoro di casa mi impediscono proprio di venire ma se mi confermi che la redazione c.i.r. sarà da te posso spedirti un pò di materiale per il prossimo giornalino, se mi mandi un indirizzo postale che per me è più comodo.
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Se e' possibile e se leggi in tempo il messaggio vorrei cogliere l'occasione per invitare i partecipanti all'incontro a visitarci a Gran Burrone, estate e autunno sono momenti propizi per quanto riguarda il clima: siamo diminuiti in numero di abitanti e con l'arrivo del piccolo nascituro gradiremo volentieri compagnia e aiuti ricordando o informando per chi non lo sapesse che Gran Bburrone è un villaggio aperto a qualsiasi persona disponibile a vivere un esperienza a forte contatto con la natura. Abbiamo bambini orti animali e tanti strumenti musicali da far vivere il meglio possibile, siamo interessatissimi anche alla bioedilizia, parecchie case e terrazze avrebbero un forte bisogno di restauro insomma Gran Burrone e' un paradiso che ha bisogno di custodi (allegri) per continuare a fiorire nella sua bellezza e nelle opportunità che può offrire quindi non mi rimane che lasciare l'indirizzo
Selina Gaia Di Gioia Gran Burrone
via posola 78 S. Pellegrino
Pistoia
p.s.da questo indirizzo si parcheggia in porretana e si cammina una 30 di minuti per un sentiero di montagna per migliori informazioni contattatemi
mando un grande abbraccio a tutti voi sperando di vedervi presto invio amore
Ciao Renato e Manuela,
sono Alessandra delle valli dolceacquine.
Vi scrivo intanto per ringraziarvi dell'ospitalità al cir, siamo stati accolti in una valle selvatica e verde da togliere il fiato, come non mi aspettavo. E le sorprese del sabato sera!
Dopo varie peregrinazioni cibernetiche ho trovato il wiki site del cir, interessante.
Non vi invio inutili buoni propositi su quello che si potrebbe fare, solo che il cir è stata ancora una volta un'esperienza intensa ed
emozionante, anche se come al solito mi lamento... La lamentela nasce dal fatto che anni fa eravamo partiti con ambizioni ben più vaste, oggi raccogliamo dolci frutti fatti di
relazioni e poco più, ma per come vanno le cose nel nostro mondo abusato, in fondo il quasi-bilancio non è così misero.
Renato pensa che qualche anno fa la fine del cir era stata decretata, per l'ennesima volta, (alla Comunanza?) nel confronto (direi bello acceso!) tra la parte "vecchi" e quella "insurrezionalista". Oggi il cir mi è parso diverso...sembra anche voler proseguire più su ciò che si può condividere, ciascuno a suo modo, e forse ci siamo confrontati in maniera più trasversale rispetto alle differenze, che ognuno si tiene strette.
Il vento stasera è fortissimo, che spinga verso la vostra valle incantata un abbraccio, anche da Robi.
Alessandra
cari Renato e Manù, oramai vi scrivo dalla barbarica incivile spossante insensata inquinata svogliata sfiancata sfiatata città di bergamo...... son Paola ch'ero in quel di terra selvatici con Nico e Oscar cane nero fino a ieri.... questa mail prima che per salutare e ringraziare è per annunciare che abbiam dimenticato di levarci la tenda (verde, tonda, piccola....) forse vicino al fuoco e se la trovate vi chiedo se ce la potete custodire che prima o poi volentieri veniamo a prendercela.....magari facciamo conbaciare l'evento con una qualche vostra richiesta di rinforzo per un qualsiasi lavoro così uniamo l'utile all'utile che produce sempre un qualcosa di dilettevole..... e già che ci siamo passiamo ai ringraziamenti.....ringraziamenti perchè gente come voi dà a gente come noi la forza e il coraggio di non rassegnarci e RESISTERE anche se a Gianni sta parola non piace ne sentiamo inteso il senso, e portare avanti le nostre battagliette sociali e personali, e in attesa di vedere che succede come già vi avevo comunicato abbiamo cominciato di fatti a fare un orto pigliandoci silenziosamente la terra ai piedi di un frutteto che quando il padrù l'ha visto, mentre noi già pensavamo di doverci trovare un altro spazio, lui si complimentava e ci incitava a farne di più tant'è che piano piano ci stiamo allargando.....e la terra è bassa, ma anche noi lo siamo e quindi ci troviamo bene con lei... quindi che dire grazie, e non disperare renato quando tutto sembra immobile, per noi anche solo il vostro blog è una fonte inesauribile di energia, che non ciucciamo solo per gonfiarci, ma attingiamo ad essa per redistrubuirla a nostra volta....e poi il cir, il cir è una rete super importante, perchè non è settaria, perchè ritrovandoci nel cerchio noi che siam tutti diversi ci scambiamo e ci incoraggiamo e sappiamo di esistere.......diversamente da quando ci troviamo ad altri incontri di "settore" dove ci diciamo le stesse cose, al cir le cose che ci diciamo sono sempre diverse e a me il cir fa bene e anche a Nico e speriamo che un po' anche noi facciamo bene al cir, dopotutto.... quindi grazie e che vi/ci/si vada bene tutto, soprattutto a te Manù cerca di stare bene, che sei splendida. un abbraccio PA.NIC.OS.
Tra circa 20 giorni cioè 9 – 10 – 11 maggio, a Borgo Cerri – Erli, (SV) - avrà luogo l’incontro del C.I.R. – corrispondenze informazioni rurali – o meglio... dovrebbe aver luogo.
Chi vuole maggiori informazioni e/o intende partecipare e magari dare una mano nei giorni precedenti dovrebbe avvisarci con buon anticipo in modo che ci si possa fare un quadro della situazione e delle eventuali esigenze.
L’indirizzo e: boscoselvatico@gmail.com o avambardo@inventati.org
Buon cammino Renato

Le ragazze e i ragazzi di Santellero vi invitano a LIBER-ARTE
ESPOSIZIONE DI BANCHETTI E WORKSHOPS
Programma 10 00 - Ritrovo nel cortile della cascina
Colazione
Allestimento degli spazi
LIBERE ARTI
CERAMICA E TORNIO curato dalla Regina Gilda
RESTAURO DI MOBILI curato da Stefano
IMPAGLIATURE DI SEDIE curato da Nero
UNCINARTE curato da Doroty e Morena
VETRO E BIGIOTTERIA curato da Alkoliker
DANZA CREATIVA curato da Sibilla
HATA JOGA curato da Fulvio
COSMESI NATURALE curato da Sibilla e Doroty
LIBERE INFO
13,00 – PRANZO ALLA CASCINA – portatevi il pranzo al sacco da condividere con gli altri
NON DIMENTICARE: STRUMENTI MUSICALI, GIOCOLERIA……
LIBERA NOTTE: per chi vuole condividere la luna con noi portatevi il sacco a pelo
LIBERA – ATTENZIONE: vi preghiamo di non portare i vostri , che a quel punto vi chiederemo
( con la morte nel cuore) di tenere legati.
A Sant’Ellero, nei pressi della stazione troverete gli “Elefantini Viola”,
Seguiteli vi porteranno direttamente nel cortile della cascina
Informazioni Stefano 3385835622-
Gilda 3473150779 Sibilla 3386924719
Ciao a tutte/i, è pronto il C.I.R. n.19 con il Quaderno allegato (Quaderni dell’Ortigiano) agile documentazione su
· Orto sinergico
· Composto vivente
· Fitoterapici vegetali
· Manuale per Salva Semi
·
Trovate entrambi a questi links:
http://www.esnips.com/doc/301d2305-a7d5-44a9-a0a4-efa59816d43a/Cir-19
http://www.esnips.com/doc/e645d91d-f4a0-479a-b9f1-eca47cf8a3e6/Quaderdi-dellOrtigiano
il formato è pdf e i files sono compressi in Zip.
Se per un qualche motivo non riuscite a scaricarli o ad aprirli potete contattarmi e tra una decina di giorni ve li spedisco per e-mail.
Dato che non è possibile spedire il bollettino da Pistoia, spedirò via posta normale un numero ridotto di copie, quindi dovreste impegnarvi per la diffusione, ciascuna/o nel proprio territorio (geografico o amicale)
L’incontro si terrà a Borgo Cerri il 9-10-11 Maggio 2008, chi vuole dare una mano può contattarci, avremmo bisogno di una mano per montare 2 tepee e un gabinetto a compostaggio. Trovate le indicazioni sul bollettino, inutile dirlo sono ben gradite proposte e critiche.
Buon cammino Renato
avambardo@ inventati.org
Oggi è il 20 gennaio ’08 e in teoria la redazione del CIR dovrebbe essere chiusa per consentirne la pubblicazione e la spedizione in tempo adeguato per la preparazione e l’organizzazione del prossimo incontro. Purtroppo ad oggi non è pervenuto nessun materiale, e per dirla come và detta: pare non freghi a nessuno. Sono arrivati, per differenti vie telematiche, consigli sull’opportunità di aggiornare l’ indirizzario o sull’utilità di svolgere l’incontro a Roma, anche saluti e appelli per il ritrovamento di un’amica…!? Era meglio se perveniva la disponibilità ad aggiornare e/o organizzare.
Il blog rimane deserto e pure il forum, lettere non se ne parla…
Le cose accadono e funzionano se mosse dalla progettualità comune, dentro la quale ciascuno si prende la responsabilità dell’agire e collaborare altrimenti la parola Autogestione rimane una etichetta vuota.
Con questo volevo comunicare l’impossibilità e la inutilità di editare un bollettino incomunicante (e manco posso reggerne da solo il costo senza la prospettiva del rientro ) e organizzare un incontro non voluto.
Per ironia della sorte ho avuto la funzione di “red/azione” per il primo numero del CIR e mi tocca pure quella per l’ultimo numero.
Secondo i principi naturali le cose finiscono per permettere l’inizio di altre …
Buon cammino Renato

Per il prossimo incontro proponiamo Borgo Cerri (Erli-SV), la data : intorno al 20 Aprile in modo da non sovrapporsi ai 25/4 e 1/5. Come Temi proponiamo: Fare- semine e trapianti orto sinergico, progetto e costruzione forno per il pane, disegnare una mappa bioregionale del proprio posto di vita. Comunicare: come impostare ed editare un bollettino, come inserire contenuti nel sito wiki e nel blog.
Disponiamo di 2 tepe e di stanze per l'accoglienza. A questi link
http://www.esnips.com/web/Selvatici
Scaricate Cir, Seminasogni e foto incontro di Campanara.
http://www.network54.com/Forum/590623/
Trovate il piccolo forum che abbiamo impostato per discussione sul CIR, bollettino, incontri ecc. Il forum è molto semplice: non seve iscrizione, per scrivere basta digitare in alto a destra Post NowMA QUANDO E DOVE LO FACCIAMO IL PROSSIMO CIR?
PROPONGO CHE QUALCUNO PROPONGA UNA PROPOSTA..
Qui trovate il wiki del C.I.R. in costruzione che attende collaboratori!
Il numero 18 del C.I.R. è stato spedito, chi vuole riceverlo via e-mail deve scrivere a: boscoselvatico@gmail.com
Il consueto incontro autunnale del C.I.R. non avrà luogo per problemi
organizzativi quindi, in questo caso, la prossima redazione del C.I.R. che
si occuperà di preparare il bollettino e organizzare l’incontro di
Primavera 2008 sarà a cura dei “nodi”(come deciso ad Avalon per
assicurare continuità al bollettino e agli incontri).
Per inviare contributi, annunci e chiedere informazioni i recapiti attivi
fino ad oggi sono:
Mario Cecchi Avalon via delle Valli 184, 51010 Montevettolini (PT)
Pontiroli Renato “Selvatici” Borgo Cerri 8, 17030 Erli (SV)
Tel. 3404933825 e-mail: boscoselvatico@gmail.com
Chiunque avesse proposte per la locazione dell’incontro deve comunicarlo
entro il 31 Dicembre, per darci modo di confrontare e verificare le
proposte, mentre per i contributi scritti, immagini, disegni, annunci e
quanto altro il limite è per fine gennaio. Nel frattempo predisporremo una
casella di posta elettronica per il CIR, ristruttureremo il blog (cambiando
piattaforma) e predisporremo il sito. Se tutto questo sarà possibile
ultimarlo prima dell’uscita del prossimo bollettino, avviseremo tutti
tramite e-mail o lettera!
Mi piace ricordarmi/vi che il prossimo anno sarà il decimo del CIR, e che
per continuare abbiamo bisogno della partecipazione attiva di molte/i !!
Buon Cammino a tutti, Renato
i siti consigliati per l'aggiornamento sono entrambi stati scritti in modo sbagliati; gli indirizzi corretti sono:
www.pattomutuosoccorso.org
www.libera-unidea.org
ciao nico
Né autodromo, né cave.
Da circa quattro anni, lo spazio sociale di Libera resiste e si oppone alla solita e nefasta bagarre di potenti ( o meno potenti e arrivisti), che, con la scusa del progresso, mascherando forti interessi privati, depredano e distruggono un intero territorio.
Lo spazio sociale anarchico antiautoritario nasce a marzaglia (MO) in un cascinale in disuso ormai da anni, prima occupandolo ma poi assegnato dal comune il 15 ottobre 2002.
Proprio mentre da ormai due anni andavano avanti i lavori di ristrutturazione e senza il buon gusto di avvertire residenti e proprietari terrieri, il comune di modena, con una trasparenza decisamente opinabile, assegna a daniele sitta, presidente della democenter (istituto di ricerca tecnologica finanziato da comune, regione, università e, ciliegina sulla torta, confindustria) la costruzione dell'autodromo.
L' area interessata dall'autodromo, sarebbe di 270mila metri quadri, corrispondente a più di venticinque ettari di terra fertile e manto boschivo, in parte adibito a suolo pubblico. Lo scempio non si riduce alla mera costruzione dell'autodromo, ma il progetto di devastazione è più ampio e complesso: infatti, passa per la costruzione del nuovo scalo treno merci e per la costruzione di nuove cave di estrazione mineraria, in un territorio già provato da un'elevatissima incidenza tumorale.
Come se non bastasse, nel luglio 2003 sono stati effettuati nel territorio marzagliese carotaggi svolti nella totale illegalità, le cui buche successivamente sono state lasciate prive di protezione per tre giorni.
Così, mentre lo sgombero di libera è ancora in discussione in ambito amministrativo, agli agricoltori è già stato comunicato lo sfratto, che avverrà plausibilmente secondo le ultime comunicazioni entro fine agosto.
Libera, in questo clima di incertezza ha deciso di continuare a resistere, portando avanti progetti di sostenibilità ecologica e sociale: infatti nella sua esperienza sociale e con la nascita di un'abitazione collettiva ha sentito fortemente l'esigenza di riappropriarsi e ridar vita agli spazi verdi che la circondano; da circa quattro anni ha intrapreso la coltivazione di un orto biologico per l'autosussitenza e di orti per l'uso collettivo; ha iniziato un progetto di rimboschimento di alcune aree prive di alberi, piantumando circa 150 fra olmi, faggi e carpini neri; ha organizzato un impianto di fitodepurazione delle acque reflue e, in seguito al corso per l'autocostruzione dei pannelli solari, svolto il 15 e il 16 del maggio 2004 si è dotata di oltre otto metri quadrati di pannelli che alimentano un serbatoio di quattrocento litri d'acqua da impiegare per docce e sanitari.
Libera tra il continuo impegno sociale e militante, che narreremo in un'altra storia, e l'impegno ecologico, rappresenta così una reale alternativa al progetto di distruzione territoriale perpetrato qui come in altre parti della penisola, si pensi al movimento no tav in val di susa, no dal molin a vicenza, no triv in val di noto, no bre-be-mi a bergamo e tutte quelle realtà che italia fanno parte del patto di mutuo soccorso..
Esigiamo un altro modo di concepire i luoghi in cui viviamo, sperimentando quotidianamente il nostro legame inscindibile con l'ambiente che ci circonda. E' un atto necessario e doveroso per il miglioramento delle nostre società e di quelle che verranno.
C'è una soluzione per
salvare l'ambiente,
una libera in ogni città.
Nico
per saperne di più :
www.libera-unidea-org
www.mutuosocorso.com
Bene per il forte...per la data sarebbe buona cosa un periodo che permetta ai molti artigiani e contadini di partecipare...periodo buono: fine settembre primi ottobre. Bisogna decidere rapidamente per mandare il bollettino entro la metà di agosto, appena si prende la decisione mando notizie a Campanara, intanto contatto i romani.
Renato
Si inizia a pensare al prossimo cir nazionale.
A Campanara si era parlato della possibilita' di farlo a Roma, e piu' precisamente al forte prenestino, con l'appoggio del collettivo Terra terra.
L'idea e' quella di iniziare una discussione al riguardo su questo blog, in modo che tutti possano partecipare e seguirne l'andamento.
Io non ho le mail di molti romani, magari intanto fate girare la voce..Mario in alternativa o in aggiunta proponeva alcuni posti nella campagna laziale, ma ancora da verificare..
se ci siete battete un colpo! 
isa
Come di consuetudine, dopo aver ospitato l’ultimo incontro, comunarde/i di Campanara, svolgeranno il compito di redazione per il prossimo bollettino che dovrebbe uscire a fine agosto! Dato che il tempo è effettivamente poco, chi avesse materiali, suggerimenti, proposte, annunci, richieste può inviarle a Ilaria : ilacor@tiscali.it entro e non oltre il 5 agosto. Non è ancora stato stabilito il luogo del prossimo incontro quindi aspettiamo proposte!
Tenete presente che agli incontri partecipano dalle 50 alle 100 persone ( posto per campeggio e possibilità di preparare i pasti…), che bisogna essere in grado di predisporre una struttura coperta in caso di mal-tempo, che chi ospita l’incontro deve prepararlo anche sulle tematiche da affrontare e fornire una mappa per arrivarci ( strade, mezzi pubblici, orari..) Per eventuali ulteriori delucidazioni potete contattarmi tramite l'opzione commenti e lasciare indirizzo e-mail!
PS. Sul nuovo sito di Decrescita http://www.decrescita.it/ sono attive un’area forum, una documenti e una wiki, dove dopo iscrizione al sito è possibile inserire documenti e partecipare ai forum ( per ora deserti, il sito è attivo da poco)….se interessa…
All’ultimo incontro RIVE (ecovillaggi) è stata lanciata la proposta di un incontro comune tra Ecovillaggi, CIR e Rete Bioregionale, incontro da tenersi il prossimo anno: 3 giorni gestiti a turno da ogni gruppo. Il progetto è molto interessante e auspicabile, quindi ben vengano idee, proposte e suggerimenti.
Buon cammino Renato
Se si ha voglia di leggere ci sono due buone riviste che si possono scaricare: Il Seminasogni e Nunatak, storie di riabitanti della montagna, di decrescita felice, di contadini, di piccole e grandi lotte, di amici che conosciamo e di altri che non abbiamo ancora incontrato.
Link
Seminasogni
http://www.qualchicco.it/bio/seminasogni.htm
Nunatak
http://www.ecn.org/peperonenero/nunatak.htm
FESTA DI SOCIALIZZAZIONE
Nei giorni di Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2007
Nel Parco Delle Rane di Pistoia si terrà la festa di socializzazione organizzata dalle Valli degli Elfi.
Per informazioni chiamate il 338 58 35 622

Ai Bassi di Erli (SV )
il 25-26-27 maggio
Venite genti sulla cattiva strada per ascoltare le storie dell’acqua: di quella gentile che spegne la sete, di quella irruenta che vuole sfociare, di quella corrotta che scende dal cielo, di quella negata o rubata che si tinge di sangue. Anche di quella che fa ridere e cantare poiché sta nel vino in giusta percentuale.
Reading di poesia
Poesie da cogliere a cura dei “Selvatici”
Roberto Melone: storie di acqua e di “polis”
Proiezione del corto: Le radici dell’acqua di –Jesus – Trotta
Canzoni d’autore con Giovanni Mistero e Alberto Ghigliotto
Duo chitarra e voce: Grazia Aimo Boot & Fabio Donati
Memorie di Enrico Thiebat
musica improvvisata e le “assi di legno band”
Tutor cromatici; Lucia e Sergio
Cucina collettiva e il mitico forno per pizze dei Bassi
Portare cibi naturali, strumenti, poesia, storie da raccontare buone energie, sacco a pelo e tenda!
SPARTANA OSPITALITA’!
per info: boscoselvatico@gmail.com
A tutti i partecipanti al CIR a Campanara
C'è la possibilità di partecipare a una festa di paese a 40 km il
pomeriggio-sera di domenica 22aprile,dove gli artisti di strada
saranno rimborsati con 50euro e gli artigiani non pagheranno il suolo pubblico. Io l'ho visto come la possibilità di rientrare nelle spese e guadagnare qualchesoldino.
Chi volesse aderire me lo comunichi possibilmente entro domenica 15
al 3386861843. Un abbaccio a tutti Ilaria
ciao siam paola e nico di bergamo...con alcuni amici, stiamo preparando una sorta di "mappatura", anche se il nome è forse improprio, delle realtà comunitarie presenti sul territorio nazionale, e di preciso delle realtà che in qualche modo si presentano utopiche, o a-topiche, cioè tese al cambiamento di una piccola fetta di mondo....tutto per allargare o tentare di mettere in collegamento le reti già esistenti, e per offrire l'opportunità a chi è scoraggiato di poter credere e provare a vivere in modo diverso da quello proposto imposto dalla cultura dominante....
se fate parte di una realtà comunitaria, se vi va, vorremmo chiederi di far parte di questo progetto....nel caso foste d'accordo vi chiederemmo di esplicitare quali sono le vostre prerogative se ce ne sono, se ospitate in cambio di una mano e se possiile scrivere il recapito mail...modello indirizzario del cir....
ti , vi , ringraziamo e scusate per la lunghezza....
a proposito la mappatura sarebbe pubblicta dal mensile (spazio antiautoritario) "Senza Governo"...
ciao paola e nico
se vi piace e volete rispdere la mail è sughera@yahoo.it
Incontro del CIR “corrispondenze informazioni rurali “
Il prossimo C.I.R. Si svolgerà nella valle di CAMPANARA a PALAZZUOLO SUL SENIO (FI). La data che abbiamo scelto è 20-21-22 aprile ma, visto il vantaggio del ponte,vorremmo prolungarla fino al 25. Venerdì 20,oltre agli arrivi e l'organizzazione degli spazzi,stabiliremo un o.d.g. per i giorni successivi,a seconda delle presenze e delle disponibilità. Tempo permettendo vorremmo anche impostare un orto comunitario con la tecnica della permocultura: orto sinergico (chiunque abbia varietà di semi da ”investire”darebbe un gran contributo a questa esperienza!! ), e cantieri per il recupero di alcune strutture, senza toglier tempo ai momenti di dialogo e confronto,scambi e divulgazioni di conoscenza e esperienze.Portare tenda, sacco a pelo, ciotola, posate e candele! Se portate alimenti biologici abbiamo bisogno di pasta, riso,olio,formaggio e verdure.
Nel dubbio chiamate Ilaria 3386861843 o Silvia 3357104642....altrimenti chiedete al bar! BUON CIR A TUTTI !!!!
P.S: se non avete macchine particolarmente basse venite x lo sterrato che è in buone condizioni !!!
Due proposte per uscire dagli imperativi del mercato, due modi altri per procurarsi cibo sano, e per instaurare rapporti amicali con i produttori….
SEMPRE PIÙ LOCALE: DEINDUSTRIALIZZIAMO LA SOCIETÀ!
Agire in sintonia con l’ordine naturale vuol dire riconoscere che la fonte del benessere è la biosfera e non i beni e i servizi della “civilizzazione”.
Dopo Genova, eravamo tornati al podere e con altri amici ci si era chiesti in che modo bisognerebbe agire per dare vita a un mondo più sostenibile, giusto E DIVERTENTE. La rabbia per le botte di Genova si era aggiunta alle frustrazioni dovute alla legislazione europea sempre più repressiva nei confronti dell’agricoltura contadina: è praticamente vietato fare il contadino in Europa, ormai. Decidemmo di fare un incontro fra tutti quelli che in campagna, da questi parti, fanno una vita basata su un’agricoltura sostenibile. Avevamo invitato cinquanta gruppi ma alla riunione eravamo otto persone. Di nuovo, un senso di frustrazione! Comunque si era deciso di fare un mercatino una volta al mese, per scambiare fra di noi tutto quello che è vietato vendere (formaggio, vino, olio, marmellate, salse, succhi, pane, ecc.), più verdure, libri e altre cose usate. Il primo mese eravamo in dodici, il secondo mese eravamo in sedici, il terzo mese in venti. A distanza di quattro anni, sull’elenco del mercatino fra piccoli produttori e simpatizzanti, siamo diventati novanta anche se all’incontro vengono fra le quaranta e le settanta persone. È diventato un bell’appuntamento in cui ci si vede, circolano le notizie, si fanno accordi e scambi di ogni tipo e dove i nuovi rifugiati dalla vita urbana trovano incoraggiamento e aiuto, cosa importantissima.
Il mercatino si fa ogni volta in un podere diverso, così in un anno visitiamo dodici poderi: questo permette a tutti noi di conoscerci meglio e di vedere come ognuno risolve i problemi quotidiani legati alla pratica di un’agricoltura biologica a basso impatto ambientale, in una società con ben altre idee! Cominciamo alle tre del pomeriggio per permettere a chi ha gli animali di tornare in tempo per governarli, ma spesso chi può rimane fino a tardi e mi ricordo che una volta il mercatino è finito all’alba. Chi ospita il mercatino tira fuori vino, tè, dolci e ogni sorta di ben di Dio e così è sempre un’occasione di festa.
Ogni mese si manda una lettera a tutti con la mappa che illustra come arrivare al prossimo mercatino e con gli annunci: chi vende un cavallo, tre maialini, chi cerca casa, chi ha l’orzo biologico disponibile, chi vuole una vecchia motozappa e così via. Questa comunicazione che -potrebbe sembrare superflua, si è invece rivelata fondamentale per mantenere in piedi il mercatino. Una volta all’anno si fa una colletta (euro 10 a testa) per le fotocopie e i francobolli. Noi speriamo che questo mercatino trovi tanti imitatori: l’ideale sarebbe che ogni piccola zona ne avesse uno, e alla fine che ogni valle ne avesse uno e che un domani invece della cadenza mensile ne avesse una settimanale, ai danni dei supermercati.
Sembra una cosa piccola, ma ogni grande rivoluzione vera comincia in modo graduale e embrionico. E POI CRESCE!
Etain
da “Quaderni di vita Bioregionale”
…Allora, sapendo che delle novemila specie di uccelli presenti sulla Terra a Manù se ne contano quasi mille, provo una felicità ignota…Ma la gioia è breve, perché subito mi torna alla mente che, nella vecchia e colta Europa, delle tremila specie che si contavano all’inizio del secolo ne restano appena cinquecento. Che grande invito a mettere fine all’assurda abitudine di andare a caccia nel fine settimana, di ammazzare tutto ciò che vola.
( da: LE ROSE DI ACATAMA di Luis Sepulveda ed. Guanda )
La Selva di
MANU’
Che cosa è una Comunità di Supporto Agricolo ?
COME FUNZIONA ?
E’ fondamentalmente un accordo di mutuo supporto tra agricoltori e consumatori.
Un gruppo di persone, famiglie o singoli, residenti in ambiente locale e dediti ad attività extragricole, si impegnano a sostenere finanziariamente una fattoria, sottoscrivendo quote di partecipazione. Gli agricoltori si impegnano a produrre con metodi naturali alimenti, che ogni settimana verranno distribuiti equamente ad ogni partecipante. I prodotti in sé non hanno prezzo in quanto tutti i partecipanti supportano i costi di gestione tramite la quota associativa.
NON SOLO COLTURA
L’associazione non è finalizzata solo a produrre alimenti sani per l’autoconsumo dei soci, ma anche:
A creare una fattoria integrata in un ambiente naturale ed a tutelare e incrementare la biodiversità.
Ad organizzare momenti di incontro tra i partecipanti: celebrativi, culturali e di
lavoro in natura.
Ad essere un centro di documentazione, informazione e collegamento di
eco-cultura planetaria e ad accrescere la coscienza e la consapevolezza di un rapporto sostenibile tra uomo e natura.
Cosa è il C.S.A. ?
1- E’ un accordo di mutuo supporto tra agricoltori e consumatori.
2- I partecipanti si impegnano a supportare finanziariamente una fattoria non acquistando prodotti ma una quota partecipativa.
3- Gli agricoltori si impegnano a produrre alimenti per tutta la comunità dei partecipanti, in modo sostenibile e biologico.
4- Una comunità supporta una fattoria, una fattoria supporta la comunità.
5- I partecipanti condividono rischi e sacrifici con gli agricoltori.
6- Il CSA è un sistema economico alternativo, no profit: l’agricoltore non insegue un profitto ma lavora per la qualità dei prodotti, a servizio di una comunità, avendo uno sorta di stipendio prefissato.
7- Il CSA è gestito da agricoltori e partecipanti.
8- Non solo coltura, ma anche cultura: newsletter(informazione), ricette, feste, tecnologie appropriate, alta medicina, documentazione, contatti con altre realtà simili e con movimenti in sintonia.
Vantaggi per i partecipanti:
1- Conoscere direttamente da dove vengono gli alimenti che si consumano.
2- Alimenti sempre freschi di stagione e di origine locale.
3- Rapporto diretto con l’ambiente rurale e con i cicli della natura.
4- Possibilità di partecipare alle attività della community, ampliando la propria coscienza e conoscenza.
5- Possibilità di agire attivamente e personalmente in difesa dell’ambiente e della sua biodiversità.
Vantaggi per gli agricoltori:
1- Giusta valorizzazione del loro ruolo sociale, del loro lavoro e dei loro prodotti.
2- Il sistema di distribuzione diretta permette concentrazione sulla qualità del lavoro piuttosto che sulla ricerca di mercato.
3- Il CSA permette di sottrarsi al sistema di filiera e dei passaggi intermedi.
…Manù è un territorio di sopravvivenza e di contrasti. In un ettaro della sua superficie crescono oltre duecento specie di alberi. In tutta Europa se ne trovano centosessanta.
( da LE ROSE DI ATACAMA di Luis Sepulveda ed. Guanda )
L’ansia dell’incontro
Gli incontri del “Piccolo Popolo” del CIR sono sempre differenti e ineguali e personalmente vi ripongo molteplici aspettative per ritornare quasi sempre con la sensazione di una occasione mancata, o meglio un’occasione incompletata. Diciamo che questa ansia mi precede, e molto spesso traspare nei comportamenti e nelle cose dette. Questo dipende dalle aspettative.
Agli incontri partecipano, in numero variabile, donne e uomini che compongono un vero e proprio caleidoscopio di “biodiversità” umana e che arrivano al CIR per sentieri differenti.
Ci sono quelli/e che per semplicità definisco “curiosi/e”, cioè che spinti proprio dalla curiosità per uno “stile di vita” immaginato o desiderato in antitesi al vissuto, arrivano per vedere, ascoltare, sentire con i propri sensi. A volte, alcuni/e subiscono il contaggio : dopo qualche tempo li ritrovi in qualche casa spersa tra i boschi….a sperimentare, a provare, a faticare…
Ci sono i nomadi, quelli/e che transitano, che sono alla ricerca e non sai se cercano per trovare o per cercare…..Hanno scelto questo “stile di vita” senza posizionarlo in un luogo preciso, nel posto del cuore, e vivono per periodi brevi o lunghi nei luoghi che li ospitano, condividendo il presente e l’immaginario, partecipando e lavorando ma andandosene prima o poi.
Per tutte queste persone gli incontri del CIR sono occasione di reciproca conoscenza, di scambio, di festa, di solidarietà…….stimolano nuove curiosità, permettono nuovi contatti, nuovi incontri.
Poi ci sono quelli come noi che si sono stabiliti in un luogo, e quel luogo è quello dove vivono, dove hanno riposto le loro aspettative, i loro sogni e desideri e dove cercano di percorrere il difficile sentiero della coerenza. Per noi il CIR è molto di più di un incontro ricco di relazioni: è la nostra tribù, e il nostro essere ri/tornati a casa, è il luogo dove rielaborare una cultura e una pratica collettivi. Io quando torno da un incontro ( CIR e Rete Bioregionale) racconto di quello che è accaduto, di quello che è stato progettato e condiviso alla mia compagna e agli altri ri/abitanti della valle…..
Se dal prossimo incontro di Campanara torno e dico:” di una proposta per una differente autocertificazione per i prodotti agricoli e artigianali “ ( quella fatta da Mario Cecchi ad Avalon, ma anche prima ) o quella di un ” forum o Parlamento della Terra che riunisca i vari Movimenti ” ( CIR, Rete Bioregionale, ASCI, Critical Wine, Altragricoltura, ecc. ) proposta fatta svariate volte da svariate persone fin dal primo Critical Wine di Verona …..la mia compagna e i miei amici mi guarderanno sconsolati e torneranno alle proprie attività, alle proprie letture e ricerche! Magari per gentilezza non mi diranno che ripeto sempre le stesse storie….
A tutti noi piacerebbe che ad ogni incontro del CIR non si dovessero ri/proporre le stesse domande, le stesse esigenze, gli stessi progetti ogni volta, ci piacerebbe che ogni incontro fosse una piccola pietra per la costruzione di un “luogo” immaginario comune, che il bollettino e il Blog funzionassero, e che potessero ospitare le richieste, le offerte, le proposte, gli scambi, le storie e che raccontassero del “ vissuto “dei luoghi, per permettere, come diceva Etain, l’abbraccio tra la generazione che vive un luogo e quella che vorrebbe trovarne uno per viverlo. Non esagero se definisco “vitale” l’esigenza che molti di noi hanno che il circuito del CIR trovi le energie e l’impegno necessari a dare una forma continuativa alle proposte, agli impegni che incontro dopo incontro vengono presi; non viviamo tutti in grandi e conosciute comunità, o in luoghi simbolici come Venaus, viviamo in case disperse per le montagne, in luoghi sconosciuti, nascosti dove passano pochi amici, pochi curiosi, o viandanti…..Sappiamo che è proprio dove vivi che vanno riposte tutte le energie, gli sforzi, le intelligenze ma sappiamo anche di dover dare vita a “luoghi comuni/canti” dove elaborare e assemblare le differenti esperienze, i differenti saperi, perché fatti pochi passi da casa la realtà e molto più feroce e crudele di quello che pensiamo, il pianeta che ci ospita e gli altri esseri che lo abitano stanno lanciandoci dei segnali, sta a noi saperli ascoltare. Per questo siamo in ansia. e la lentezza dei giorni nostri, è quella del selvatico che protegge e difende il proprio territorio e l’ansia è quella del selvatico che lancia segnali, lascia tracce per farsi comunità di viventi.
Buon cammino Renato
C.I.R.
corrispondenze informazioni rurali
Cosa sia e cosa sia stato il CIR mi è un poco difficile raccontarlo, diciamo che è stato ed è tuttora una “intuizione”.... …..che è venuta ad alcuni di noi durante la Fiera dell’Autogestione a S: Martino in Rio nel 1998: quella di mettere in comunicazione un variegato insieme di individui e collettività che praticavano o intendevano praticare uno stile di vita che si “sottraeva” alle leggi della produzione e del consumo di merci sperimentando forme e modi di autoproduzione, di scambio e di mutuo appoggio. Tutto questo come tensione, come ricerca dato che la completa autosufficienza non era e non è possibile. Allora il termine DECRESCITA non era ancora stato coniato, ma esisteva gia un “movimento” che aveva iniziato a ri/abitare i luoghi abbandonati dal moderno, questo piccolo esodo era iniziato sul finire degli anni settanta e aveva dato vita alle occupazioni del Monte Peglia, di Gran Burrone, dell’Acqua Cheta, delle Mogliazze: piccole comunità che praticavano l’agricoltura biologica, l’allevamento e l’artigianato .
L’intuizione del CIR fu quella di mettere in comunicazione le varie realtà, fossero comunità o singoli individui, coppie ecc. facendo nascere un Bollettino e organizzando incontri collettivi ogni 4/6 mesi nei vari luoghi che si proponevano per ospitare l’incontro. Quello che ha (quasi) sempre caratterizzato il “Piccolo Popolo” del CIR è l’estrema Biodiversità dei suoi componenti: libertari, disobbedienti, pagani, ecofemministe, contadini, artigiane, punk, freak, rasta, autonomen, vagabondi, ippyes, situazionisti, no global, spiritiste stregonesche, mistici, poeti, suonatori, giocolieri e curiose/i .Questa ricchezza di visioni della vita a volte rende difficoltosa la comunicazione, come anche la disorganizzazione e la mancanza di referenti, spero comunque che negli incontri a venire il CIR riesca a darsi degli strumenti più idonei per migliorare la propria capacità di comunicazione sia la suo interno che verso l’esterno senza snaturarsi. Tanti altri potrebbero e potranno raccontarne la storia dal loro punto di vista. L’appuntamento è a Campanara dal 20 al 25 Aprile 2007, sul blog potete trovare il volantino e la mappa. Buon cammino Renato

I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita
di Cheynet e Clementin di Casseurs de pub.
1. Liberarsi dalla televisione
Per entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il primo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi riduce l'uomo alla sua dimensione economica il consumatore -, la televisione riduce l'informazione alla superficie, l'immagine. Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l'utilizzo e poi come rifiuto.
Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi?Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
2. Liberarsi dall'automobile
Più che un oggetto, l'automobile è il simbolo della società dei consumi. Riservata al 20% degli abitanti della terra, i più ricchi, porta inesorabilmente al suicidio ecologico per la distruzione delle risorse naturali (necessarie per la sua produzione) o per i diversi tipi di inquinamento tra cui l'aumento dell'effetto serra. L'automobile provoca guerre per il petrolio di cui l'ultima per data è il conflitto irakeno. L'automobile porta anche come conseguenza una guerra sociale che provoca un morto ogni ora solamente in Francia. L'automobile è uno dei flagelli ecologici e sociali del nostro tempo. Noi le preferiamo: il rifiuto dell'ipermobilità. La volontà di abitare vicino al luogo di lavoro. Camminare a piedi, andare in bicicletta, prendere il treno, utilizzare i trasporti collettivi.
3. Liberarsi dal telefonino
Il sistema genera dei bisogni che diventano delle dipendenze. Ciò che è artificiale diventa naturale. Come numero di oggetti della società dei consumi, il telefonino è un falso bisogno creato apposta dalla pubblicità. Con la telefonia mobile, siete mobilitabili in un istante. Assieme al telefonino butteremo via i forni a micro-onde, le falciatrici a motore, e tutti gli oggetti inutili della società dei consumi.
Noi preferiamo al telefonino la posta, la parola, ma soprattutto cercheremo di vivere per noi stessi invece di cercare di riempire il vuoto esistenziale con degli oggetti.
4. Rifiutare l'aereo
Rifiutare di prendere l'aereo, è prima di tutto rompere con l?ideologia dominante che considera un diritto inalienabile l'utilizzo di questo mezzo di trasporto. Però, meno del 10% degli esseri umani hanno già preso l'aereo. Meno dell'1% lo utilizza tutti gli anni. Questo 1%, la classe dominante, sono i ricchi dei paesi ricchi. Sono loro che detengono i media e fissano le regole della società. L'aereo è il mezzo di trasporto più inquinante per passeggero trasportato. A causa dell'alta velocità, sballa la nostra percezione delle distanze.
Noi preferiamo andare meno lontano, ma meglio, a piedi, sul carretto a cavallo, in bicicletta o in treno, in barca a vela, con ogni veicolo senza motore.
5. Boicottare la grande distribuzione
La grande distribuzione è inscindibile dall'automobile. Disumanizza il lavoro, inquina e sfigura le periferie, uccide i centri delle città, favorisce l'agricoltura intensiva, centralizza il capitale, ecc. La lista dei flagelli che rappresenta è troppo lunga per essere elencata qui. Noi le preferiamo: prima di tutto consumare meno, l'autoproduzione alimentare (l'orto), poi le botteghe di quartiere, le cooperative, l'artigianato. Questo ci porterà anche a consumare meno e a rifiutare i prodotti industriali.
6. Mangiare poca carne
O meglio, mangiare vegetariano. Le condizioni di vita riservate agli animali di allevamento rivela la barbarie tecnoscientifica della nostra civiltà. L'alimentazione carnea è anche un grosso problema ecologico. E meglio nutrirsi direttamente dei cereali che utilizzare il terreno agricolo per nutrire animali destinati al macello. Mangiare vegetariano, o comunque mangiare meno carne ci porta anche una miglior igiene alimentare, meno ricca in calorie.
7. Consumare prodotti locali
Quando si compra una banana delle Antille, si consuma anche il petrolio necessario al suo trasporto verso i nostri paesi ricchi. Produrre e consumare localmente è una delle condizioni migliori per entrare nel movimento di decrescita, non in senso egoistico, chiaramente, ma al contrario perché ogni popolazione ritrovi la sua capacità di autosufficienza. Per esempio, quando un contadino africano coltiva delle noci di cacao per arricchire qualche dirigente corrotto, non coltiva di che nutrirsi e nutrire la sua comunità (vedere il testo “Dieci forti obiezioni al commercio equo” http://ecolo.asso.fr/textes/20020314equiit.htm).
8. Politicizzarsi
La società dei consumi ci lascia la scelta: tra Pepsi-Cola e Coca-Cola o tra caffè Lavazza e caffè “equo” di Max Havelaar. Ci lascia delle scelte da consumatori. Il mercato non è né di destra, né di centro né di sinistra: lui impone la sua dittatura finanziaria avendo come obiettivo di rifiutare qualunque contraddittorio o conflitto di idee. La realtà sarà l'economia: gli umani si sottomettano. Questo totalitarismo è paradossalmente imposto in nome della libertà, di consumare. Lo status di consumatore è addirittura superiore a quello di essere umano. Noi preferiamo politicizzarci, come persone, nelle associazioni, nei partiti, per combattere la dittatura delle fabbriche. La democrazia esige una conquista permanente. Muore quando viene abbandonata dai cittadini. E' ora di propagare l'idea della decrescita.
9. Sviluppo della persona
La società dei consumi ha bisogno di consumatori servili e sottomessi che non desiderino più essere degli umani a tutto tondo. Questi non possono più esistere che grazie all'abbrutimento, per esempio davanti alla televisione, ai “divertimenti” o al consumo di psicofarmaci (Prozac?)
Al contrario, la decrescita economica ha come condizione uno sviluppo sociale ed umano. Arricchirsi sviluppando la propria vita interiore. Privilegiare la qualità della relazione con se stessi e con gli altri a detrimento della volontà di possedere degli oggetti che a loro volta vi possiederanno. Cercare di vivere in pace, in armonia con la natura, non cedere alla propria violenza, ecco la vera forza.
10. Coerenza
Le idee sono fatte per essere vissute. Se non siamo capaci di metterle in pratica, serviranno solo a far vibrare il nostro ego. Siamo tutti a bagno nel compromesso, ma cercheremo di tendere alla maggior coerenza. E' la scommessa della credibilità dei nostri discorsi. Cambiamo ed il mondo cambierà.
Questa lista sicuramente non è esaustiva. A voi completarla. Ma se non ci impegniamo a tendere verso la ricerca della coerenza, ci ridurremo a lamentarci ipocritamente sulle conseguenze del nostro stile di vita. Evidentemente non c'è un modo per vivere 'immacolati' sulla Terra. Siamo tutti a bagno nel compromesso, e va bene così.